[MZZNN].4.2026

*

I

Love you,

love you,

love you,

love you,

love you,

love you,

love you,

love you,


by GZ’s

 

[MZZNN].4.2026

BEYOND THE LINE

Font: Helvetica - Parole: 1074

Sounds on Spotify: MZZNN

Midjourney Prompt: -


II

Lo troverai sopra la buca delle lettere, mi aveva detto Ice[1].

Ed eccolo lì. Intravedo il riflesso della confezione, in penombra. Nel silenzio artificiale di questa serata di inizio giugno. Mi avvicino. Freno e scendo dai pedali. Allungo la mano, lo prendo e guardo la cover fotocopiata. Siamo soli. Io e lui. Rimaniamo in silenzio per qualche istante.

Coleottero nero. Sfondo bianco.

Come in un rituale collaudato, tasto gli angoli della custodia. La apro. Ascolto il fruscio plastico. Tolgo il disco bianco dal suo hub. Inserisco l’indice sinistro nel foro centrale. Giro. Osservo la lucidità e il solco masterizzato. Ripongo il disco nella custodia premendo leggermente sui suoi bordi centrali e trasparenti. Richiudo la confezione.

Sfondo bianco. Coleottero nero.

Mi rimetto in sella sulla bicicletta custodendolo nella mano sinistra e pedalo verso casa. Scarico l’ eccitazione sui pedali. Non vedo l’ora di ascoltarlo. Giunto in salotto accendo il vecchio Pioneer di papà. Metto le cuffie, pigio play sullo Yamaha. Pochi secondi. Pochi. E vengo risucchiato nelle profondità di un basso nero, viscoso e carico di tensione. Il basso più nero che abbia mai ascoltato in sedici anni di vita.  


III

I seen you go down to a cold mirror

It was never clearer in my error

I motivi che mi spinsero a chiedere a Ice di masterizzarmi Mezzanine erano tre. Teardrop, di cui avevo visto il video su Telemontecarlo2. La breve recensione sul Telesette[2] che sfogliavo sul divano a casa di nonna. E la copertina con lo scorpione (?) fuoriscala. Tra le righe dei ricordi avevo letto del trip hop e di questi Massive Attack. All’ epoca mi ero affacciato da poco sull’ oceano del rock e gli ascolti intercettati si erano limitati ai vinili di papà – Bruce Springsteen, Pink Floyd, Neil Young – ai primi cd[3] acquistati e alla commerciale italiana che ci si passava tra amici. Il primo ascolto di Mezzanine fu ipnotico e straniante.      


IV

IV.I

Cosa ci fosse di così tanto velenoso nel capolavoro di Del Naja e soci lo intuii fin dai primi minuti di …Angel.

Atmosfere cupe, chitarre oscure, incubi amniotici.

Inquietudine sottopelle.

Voci che si strofinano tra loro.

Ritmi in slow-motion.

Come immergersi nel liquido negativo della vita e catturarne un certo tipo di essenza.

Lo ammetto. Nel ’98, non ero pronto ad assorbire tutto questo fascino. Mezzanine era alieno al ristretto mare musicale che avevo conosciuto. Che poi… avrei apprezzato negli anni il valore dei Massive Attack e del Bristol Sound[4]. Ma Mezzanine… diosanto… rimane il loro apice assoluto. E quando ci si innamora di un opera totalizzante il resto si svaluta drasticamente.

 

IV.II

Si scriveva di Teardrop, la terza traccia. Il videoclip. Il feto che canta nella placenta materna è un cordone visivo che unisce la voce di Elizabeth Fraser, una ritmica cardiaca e il celestiale arpeggio di chitarra. Teardrop, allentando il mood, valorizza l’opera nella sua interezza. Al tempo, la hit mi era piaciuta per la sua malinconica orecchiabilità. Ma la domanda era: si sarebbe sviluppato su questa falsariga l’intero album? No, nient’affatto. Quello spiraglio luminoso apertosi dopo Risingson (seconda traccia) si richiude in cinque minuti e mezzo. E il giungere martellante di Inertia Creeps imprigiona l’ascoltatore in nuove sinistre stanze. Quali?

Dissolved girl, Man Next Door, Black Milk. Pezzi di una bellezza liminale.

 

IV.III

I'm a little curious of you in crowded scenes
And how serene your friends and fiends

We flew and strolled as two, illuminated gently
Why don't you close your eyes and reinvent me?

Adoro Mezzanine. Amo i dettagli di quel meccanismo armonico di suoni, campionamenti, robuste chitarre e acidità ralenti. Il timbro di Horace Andy, il rappato della coppia Del Naja/ Daddy G, il cantato sinuoso di Sara Jay Hawley. Le curve vocali della Fraser che chiudono Group Four nel duetto con 3D. Ad oggi la bellezza dell’opera, per quanto oscura, rimane ancora accecante. Non è invecchiato di mezzo grammo il suono. Il disco masterizzato lo custodisco ancora tra i miei scaffali. Conservo anche un originale. Conservo il vinile, ultimo doveroso acquisto. E conservo tutti i battiti pulsanti che riaffiorano ancor’oggi, casualmente, quando passeggio per strada. Battiti cervellotici, ritmici e meccanici che sovrappongo alle persone che incontro, agli scatti visivi tra un battito di palpebre e l’altro. Occhi socchiusi. Arte sonora che si incanala nelle latenze di un meraviglioso incubo.

I hear the time of starry sky

Turning over at midnight.

Me lo aveva detto Ice. Lo troverai sopra la buca delle lettere.


V

…Angel

Risingson

Teardrop

Inertia Creeps

Exchange

Dissolved Girl

Man Next Door

Black Milk

Mezzanine

Group Four

(Exchange)


Il cielo è sereno a Torino. Il termometro segna 10°C. Oggi è venerdì 24 aprile 2026.

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Sulla cover.

https://www.artovercovers.com/2018/12/07/mezzanine-massive-attack/

Alcune recensioni dell’album presenti online.

Ondarock

Rockol

Debaser


[1] Ice, l’amico di mio papà. Il più grande collezionista di album che abbia conosciuto ed ex ala sinistra della Plavis, la squadra di Santa Giustina (negli anni ’80). Quando ancora ero un imberbe capitava di fare un salto nel suo studio pieno zeppo di vinili e compact disc. A migliaia, fino al soffitto. Partivo da casa con la mia bicicletta, mi lanciavo come un Cipollini in volata e giunto a casa sua, preso da una febbrile eccitazione, suonavo al citofono. Quando Ice, con grande gentilezza mi accoglieva nel suo studio… apriti cielo! Me ne sarei rimasto lì per ore e ore a spulciare e annusare i solchi dei vinili. Pile di dischi, impianto stereo e compact disc disposti in rigoroso ordine. La dinamica di approvigionamento era sempre la stessa: si parlava qualche minuto di calcio. Al primo silenzio interdetto, me ne uscivo con la fatidica richiesta. Ce l’hai l’ultimo dei Nine Inch Nails? Lui si toccava la testa, ragionava su dove si potesse trovare The Fragile, andava al ripiano di Reznor e soci e me lo consegnava. Io ringraziavo. La prossima settimana te lo riporto. Duravano si e no una decina di minuti quelle improvvisate a casa di Ice. Assoli preziosi in un periodo di spaccio musicale necessario.

 

[2] Settimanale di programmi tv.

[3] Pop degli U2. Bury the Hatchet dei Cranberries. Ultra dei Depeche Mode.

[4] Dummy e Third, Maxinquaie e Pre Millenium Tension. Nearly God.