PCLSNNNZNL].4.2026

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I

BosniaItalia 1-1 (4-1 dcr).


by GZ’s

 

[PCLSSNZNL].4.2026

BEYOND THE LINE

Font: Helvetica - Parole: 1579

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Midjourney Prompt:


II

Alcuni commenti che troverete nel corso dell’articolo sono stati selezionati da due puntate di 8e½. E’ un modo per sintetizzare l’effetto trasversale che ha avuto la sconfitta della Nazionale in Bosnia. Cavando qualcosa che sta dentro la – cosiddetta - crisi del calcio italiano. Se una notizia di ordine sportivo arriva fino ad uno dei principali talk di approfondimento politico (per un buon quarto d’ora) credo sia doveroso tenere in considerazione opinioni che oltrepassano la linea di fondo tecnico-tattica. Giuste o meno giuste che siano. D’altronde la terza esclusione dal Mondiale si è rivelata atomica.

La notte della debacle non è stata delle migliori. Ho faticato ad addormentarmi. E poi, poco prima della sveglia delle 6.15 ho sognato

che ero su un monopattino e c’erano altre persone assieme a me.

Uno sconosciuto mi metteva un tampone in bocca

mi diceva di rimanere fermo perché ero positivo all’ antidoping.

E rimanevo sul monopattino chiedendomi:

che cosa sta succedendo?

Sogno assurdo. Anche perché

stavo ritornando

da un roccioso sentiero di montagna

Vai a capirli i meccanismi subconsci.

Anche adesso, a diversi giorni dal fallimento di Zenica. Il retrogusto amaro degli eventi si abbina a una chiacchiera che mischia criticità sistemiche a giudizi impietosi. Con parole che colano e travasano. Troppe, soprattutto da parte di chi non riesce a trattenere l’impulso alla pubblicazione dei propri pensieri[1]. Che poi non è che sia tutto da buttare. Anzi. Molte cose sono condivisibili: certi articoli fanno riflettere, altri sarebbero da cestinare. I meme che mi invia Deborah sono spassosi. Forse è il fatto che me ne sto a casa a guardar partite ma questa eliminazione, subito dopo l’errore dal dischetto di Cristante, ha avuto una latenza prolungata. E i tempi di assorbimento della delusione si sono palesemente dilatati. Il lettore dirà: ma hai quarantatre anni! Quarantatre! Per la Nazionale?

Ebbene sì

Non so voi ma la sconfitta mi ha un po’… sconfortato[2].

Da quando l’altra sera mi sono messo comodo sulla sedia ergonomica davanti al pc e, non so per quale motivo, mi sentivo agitato come non lo ero da tempo immemore… da quando ero bambino forse… be, proprio da quel momento ho giocato con sorprendente attaccamento alla maglia. Me la sono guardata fino a sfinimento oculare, da crampi alle lacrime[3]. Mi sono messo nei panni dei Donnarumma e dei Bastoni, dei Calafiori e degli Esposito, dei Gattuso Riccio e Bonucci. Dei Rimedio e Adani. Dell’arbitro. Tifando in silenzio, mantenendo un distacco equilibrato, esultando in silenzio al gran gol di Kean. E poi: soffrendo. Fino al drammatico (sì, drammatico) epilogo. Non so quale fosse il motivo, ma rispetto agli altri spareggi (Svezia[4] e Macedonia[5]) ho percepito una tensione prematch maggiorata. Il tempo della disfatta scorreva ad elastico: veloce e lento[6], più lento che veloce, con picchi di

s

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che ricordavano alcune pellicole di Tsai Ming Liang[7]. Ma con gravità emotiva altalenante. Quando mi sono messo a letto, a mezzanotte inoltrata, Deborah mi ha detto.

Sei congelato!

E io le ho risposto

Amore, sono appena tornato dalla Bosnia.


III

Ieri abbiamo stabilito il nuovo record di natalità, un paese di vecchi.. non c’entra nulla il governo... c’entra la politica perché la politica ha le mani sul mondo dello sport, le federazioni sono guidate da persone che devono avere sponsor politici e anche lì regna una gerontocrazia e demeritocrazia nel senso che ci sono dirigenti che più vanno male e piu mantengono la poltrone… i dirigenti esitano a sostituire l’allenatore perché altrimenti qualcuno gli domanda, ma l’avevi scelto tu, perchè non te ne vai anche tu? Piu perdono e piu restano. C’è una certa analogia con il mondo politico.

Marco Travaglio


IV

Da martedì notte… apriti cielo. Fulmini, critiche e gogna. Su tutto ciò che concerne il pallone tricolore. Di che cosa ci sarà mai bisogno per migliorare

il calcio italiano[8]?

No... Non mi interessa. Gettare ulteriori scontatezze nella discarica dei facili slogan e del già detto e già sentito (e poco approfondito): no. L’emotività non sempre aiuta, soprattutto quando perdi e non sei freddo e distaccato. L’esercizio dialettico equivarrebbe ad un trascinamento nel mainstream del click facile. Non mi interessa, preferisco osservare quel che mi capita sotto il naso e ragionare. Una sola cosa mi sento di dire riguardo la partita. Perché di una partita si tratta.

L’Italia è più forte della Bosnia. Ma la squadra più forte, come sappiamo, non sempre vince. Soprattutto in una partita secca, fuori casa, in un ambiente a suo modo anomalo. Dove resti in 10 per settantacinque minuti. Con un carico di aspettative che non ha paragone rispetto a quello dei tuoi avversari. Fine. Il negativismo dilagante, i processi su tutti i fronti, lo sfogatoio virtuale e, ancor di più, i controsensi che abbracciano piani tematici sovrapposti sono mera conseguenza del risultato. L’Italia era più forte della Bosnia. 

Mi limito dunque a descrivere tre piccoli momenti che racchiudono l’ esperienza personale sulla faccenda. Poi taccio.


V

Succede che non funziona tutto il sistema. Le squadre di calcio italiane giocano un calcio povero, triste e abbastanza noioso e in genere sono state eliminate da quasi tutte le Coppe europee. Il sistema manca di investimenti seri, persone competenti. Una cosa che mi ha colpito è lo strapotere dei procuratori, si suppone che i calciatori siano dei dementi e che quindi abbiano bisogno di procuratori che si fanno lautamente pagare i loro servigi per ottenere contratti stratosferici. E siamo arrivati al punto che spesso i procuratori fanno le formazioni delle squadre. Siamo arrivati al punto che nessuno in Italia fra coloro che guidano il calcio è veramente interessato alla materia. O meglio è interessato alla materia perchè in questo modo si fa pubblicità.

Lucio Caracciolo


VI

Primo momento, l’ espulsione di Bastoni, con preambolo che attinge dagli insegnamenti ricevuti.

Un allenatore, quando ragiona sulla strategia della partita deve necessariamente riflettere su 5 ipotesi. Tra queste, la situazione dell’uomo in meno. Nel caso del 10vs11 una delle opzioni è quella di mascherare la linea difensiva disponendosi a 4 (non entro in ulteriori specifiche). E contestualizzando il ragionamento a Bosnia Italia, una soluzione poteva essere quella di adottare un 1-4-4-1. A fine primo tempo, con sostituzione di Retegui con Gatti già effettuata, mi sono messo a scrivere su un foglio davanti al pc. Con il piglio del vice di rientro in spogliatoio. La faccio breve: mi è uscita questa roba qui[9].

Fuori Barella

 

Donnarumma

Mancini Gatti Calafiori Spinazzola

Politano Locatelli Tonali Dimarco

Kean

 

Possibili sostituzioni: Esposito per Kean, da valutare Cambiaso e Palestra per Politano e Mancini. Da capire l’ ultima sostituzione. Di Marco? Un centrocampista?

Poi mi sono alzato dalla ergonomica e sono andato a bere un bicchiere d’acqua. Iniziato il secondo tempo, Gattuso aveva mantenuto lo stesso assetto (1-3-5-1). A quel punto ho immaginato che la partita si sarebbe sbilanciata nella nostra metà campo con un baricentro eccessivamente basso. Questo è un po' quello che ho pensato. Dopo i primi sette minuti della seconda frazione avevo già il fiatone.


VII

Il limite del calcio… è verissimo che fa parte della nostra identità nazionale. Il vero problema è che questo episodio è l ultima tappa di una Via Crucis che dura da molto tempo. Gravina c’è dal 2018 ed è stato confermato due volte con il 98 per cento dei consensi. La responsabilità è sua e di tutti quelli che gli hanno dato fiducia.

Carlo Verdelli


VIII

Secondo momento, la mattina seguente.

Correndo sulla pedonale di Corso Duca Degli Abruzzi e attendendo il verde all’incrocio di Corso Stati Uniti, dopo circa quaranta minuti di obbligata meditazione (a 5 al km) mi sono posizionato al fianco di una signora sulla sessantina che immaginavo fosse un insegnante. Al suo fianco, un sedicenne zaino in spalla.

Lui che dice,

ci vuole più esperienza.

La signora che sentenzia

Il problema è il Blocco Inter.


 IX

Chi alla guida della FIGC? Uno che non assuma i figli dei Ministri come ha fatto Gravina.

Matteo Renzi


IX

Terzo momento, a quattro giorni di distanza. Potrei anche ribattezzarlo IL momento. O, in inglese, The moment.

Durante Lazio-Parma di sabato 5 aprile, verso il ventesimo di gioco o giù di lì è andato in onda (e chissà ancora per quanto) la reclame definitiva. Quella che… la compri anche quella bottiglia, si, per berla tutta d’un fiato e farci una sbronza mondiale.

BrindiAmo Azzurro

Già.


Il cielo è sereno a Torino. Il termometro segna 20°C. Oggi è lunedì 9 aprile 2026.

 

Per giudizi o commenti:

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[1] Compreso il sottoscritto.

[2] Sportivamente parlando, ci mancherebbe. Anche se…

[3] Non ho pianto per la sconfitta, ho pianto perché davanti allo schermo con gli occhiali mi bruciavano gli occhi.

[4] Al triplice fischio sentii crollare momentaneamente l’impalcatura ideologica che sorreggeva le convinzioni che avevo immagazzinato con Mr. Ventura: il 4-2-4, la logica...

[5] Stavo tornando a casa, in auto, dopo la presentazione di Un lavoro da mediano svolta a Off Topic, Hub culturale della città di Torino. Ricordo la voce di Repice, al gol di Traijkovski. Il tono che si abbassava gravemente, depresso e senza speranza.

[6] A inizio secondo tempo, i primi sette minuti…

[7] Tsai Ming Liang.

[8] Perché poi da un singolo lampo, una partita, la tempesta si allarga raggiungendo il suo limite (forse) ultimo. E cioè: il calcio italiano.

[9] Di cos su cui ragionare ce ne sarebbero diverse questa era la prima che mi era venuta in mente.