I
Densità[1].
Impalpabile.
Non c’è linguaggio, immagine, parola o colore, suono, sfumatura. Niente di niente.
Silenzio.
Sembra, forse, astrazione concentrata. A-stra-zio-ne nelle viscere di un corpo che sta per nascere nel fragile equilibrio di un parto possibile. La dodicesima costola. Sotto. Nei meandri tissutali, il mutismo presente è rumore. No: organismo. No: peso interno riflesso. Riflesso del riflesso. Di cui un riflesso si incanala vibrante, sale alla faringe, laringe e corda vocale. Niente voce. Il riflesso è una tensione. Stimolo vibrante, necessità. Eccitazione compressa, piacere che attende nei nervi elettrizzati. Di quale plesso? Chimica concreta, anioni e cationi, disordine ed ordine, bene e male. Entropia. Caos. Il tutto e ancora, il niente. E ancora. Densità. La visione microscopica riduce la totalità ad una poltiglia atomica fibrillante. Protoni, neutroni ed elettroni in disequilibrio armonico e che stazionano in piedi. Sull’orlo
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di un precipizio.
E’ la natura delle cose non scomponibile. Molecole, strutture proteiche e amminoacidiche: (sub)strati di coscienza multipli che all’improvviso svaniscono per poi ricombinarsi con qualche struttura della materia. Linguistica.
La sento l’energia, il calore interno. Dalla dodicesima costola. E poi, nel mentre di un turbillon che attiva il midollo tutto, assoni e sinapsi repressi insinuano una forma “liquida” di eccitazione su qualche orbita mentale. E’ dietro i miei occhi che nasce il fulcro creativo nel quale qual-cosa comincia ad esistere. Mi sento pervaso da un’elettrica connessione con me stesso.
Apri gli occhi.
by GZ’s

[(23/2)-1].3.2026
BEYOND THE LINE
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II
Apro gli occhi.
L’ Euphorbia Eritrea è una pianta originaria delle zone tropicali dell’Africa. Tollera il caldo estivo e, proprio per questo motivo è preferibile che venga protetta nei periodi invernali. Questa sorta di cactus ramificato, nelle varietà d’appartamento può raggiungere anche i 2,5 m circa. Di colore verde scuro è composta da piccole spine. E’ cactus, ma cactus non è. Come già accennato la E. ha bisogno di rimanere al caldo (non vicino al termosifone), l’ideale quindi è che sia illuminata direttamente dai raggi del sole. Questa succulenta non ha grande bisogno d’acqua, la sua crescita è piuttosto veloce. Leggenda vuole che la maga Circe utilizzasse il lattice della pianta per creare una pozione che trasformasse i compagni di Ulisse in maiali.
III
Battito di ciglia.
All’incrocio tra Corso Vittorio Emanuele e Corso Vinzaglio l’aria frizzantina di metà mattinata fa grondare gli occhi di liquido lacrimale. Dalle fessure tracimano gocce che rimangono in equilibrio per qualche secondo. Sospese. Poi ci pensa la gravità a farle scivolare dall’ orlo epidermico sulle quali sono aggrappate. Ed ecco che scorrono giù. Verticali. In slow motion sulla pelle ruvida. Lente ed incerte. Lasciano freschi e sinuosi rigagnoli, solchi salini da percepire nella loro breve vita prima che il fazzoletto asciughi le loro scie in un amen.
IV
IV.I
Chiudo gli occhi, apro le orecchie[2].
Giustizia, referendum, clima, rispetto, confronto, Nordio, opposizione, scontro, fairplay, vuoto, Mattarella, conflitto, raffreddare, Meloni, merito, polemiche, ministro, consiglio, paramafioso, moderato, leader, contenuti, sdoppiamento, criminale, giudiziario, correnti, magistratura, carriera, promiscuità, governo, toghe, maggioranza, j’accuse, Lega, impegnarsi, La Russa, tenuta, effetti, giudizio, efficienza, funzionalità, guardia, sorteggio, organismo, rilevanza, premierato, Italia, dibattito, Meloni, riforma, passaggio, madre, notte fonda, accordo, candidato, programma, coalizione, collegi, rosatellum, proporzionale, ballottaggio, 70, 35, stabilicum, sbarramento, ipotesi, testo, leader, Parlamento, confronto, sinistra, elettorale, Boccia, No, cascare, verdi, colloqui, delegazione, Usa, Iran, round, Oman, ottimismo, esito, parole, Trump, accordo, guerra, New York Times, ambasciatore, apertura, auspici, nodi, periodo, nucleare, missili, minaccia, basi, oltre, intesa, vice, tentare, nucleare, guida, tecnico, agenzia, atomica, sospensione, soglia, investimenti, petrolifero, bellico, base, Creta, Israele, coppia, segretario, Zelensky, positivo, trilaterale, armi, Kijev, Havana, Florida, fuoco, vittime, terroristico, teso, Cremlino, Cuba, feriti, motoscafo, fini, esplosivi, giubbotti, motoscafi, tensione, Washington, L’Avana, Venezuela, Maduro, Casa Bianca, restrizioni, petrolio, segretario, indipendente, rispondere, cambiare, collasso, riforme, libertà, comunista, portavoce, moderazione, Epstein, Davos, dimissioni, insabbiamento, pagine, interrogatori, sessualmente, minorenne, deposizione, Clinton, porte chiuse, files, volontà, indiretto, ottemperare, processo, chiuso, ricordare, Maxwell, carcere, pena, traffico, viaggi, jet, Lolita express, fotografie, componenti, occultato, compormettente, sparire, Bondi, inchiesta, penale, ricostruzione, trascrizioni, deposizioni, dimissioni, Brenda, inflazione, due per cento, La Garde, 2002, banca, stabilizzato, risoluzioni, euro digitale, finanziamento, fondi, dimissioni, termine, export, capoeconomista, anticipare, costo, Eurostat, merci, trecentocinquantaquattro, miliardi, surplus, Milano, Ilva, salute, residenti, esecutivo, scenario, anni, vicissitudini, produzione, rischi, salute, Taranto, malattia, descreto, sentenza, esecutivo, impugnato, tribunale, cronoprogrammi, prescrizioni, iter, sospensione, tutele, salute, ampliamenti, incognita, Fim, Fiom, metalmeccanici, fermi, marzo, cassa, integrazione, drammatizzare, vendita, Flexgroup, informativa, Senato, prospettiva, piano, Deliveroo, testimonianza, rider, soglia, povertà, regole, assenza, ciclofattorini, strati, paghe, esistenza, sposato, due figli, sperare, lontananza, 3,77 euro, mese, 1200, 1600, via Uberti, 4,02 euro, ascolto, comunicare, mezzo, benzina, manutenzione, ranking, Valtellina, valanga, uomo, donna, elicotteri, Sondrio, scuole, martello, Gela, ferito, pronto soccorso, aggressore, ergastolo, Verzeni, Bergamo, dolore, sentenza, papà, sollevati, confessione, giustizia, rientrare, male, uccisa, caso, passeggiava, onda, emozioni, pianto, abbracci, avvocato, PM, immobile, tesi, alternative, Corte, aggravanti, minorata, narcisita, disagi, trasporto, aerei, ferrovie, sospensione, ITA Airways, Easyjet, voli, cancellazioni, Ferrovie dello Stato, sindacati, calcio, Atalanta, qualificazione, Juventus, Bologna, Fiorentina. Recupero, Galatasaray, crudele, incastrare, livello, fortuna, Dea, raddoppiato, rirpesa, Adeyemi, reagire, Krstovic, Samardzic.eliminazione, turchi, 10, espulsione, rimpianti, recriminare. 4 a 0, stretta. Carattere.
IV.II
Sfoglio il giornale e adocchio la terza pagina del Corriere della Sera[3].
E’ la visita alla squadra da parte di Pisani e Piantedosi. Un incontro utile per capire “come si è arrivati” a questa situazione. La grave sconfitta nella partita di Rogoredo ha confermato fragilità interne, tant’ è che è bastato il singolo episodio dell’esperto Cinturrino a scuotere non solo i compagni ma tutto l’ambiente. Le reazioni immediate sono state pesanti, su più fronti: il primo tifoso di Milano, ad esempio, è stato perentorio parlando di omertà tra colleghi con la stessa maglia di gioco. Era d’ obbligo quindi che Capo squadra e Direttore dell’ Interno facessero visita direttamente alla sede operativa per riflettere su alcune linee guida da seguire: essere più presenti e controllare di più comportamenti oltre le regole sono primi e inevitabili moniti. Gli uomini e le donne che indossano questa maglia, secondo il Capo squadra, rappresentano un patrimonio prezioso che non può essere oscurato dà comportamenti gravi ed inaccettabili di un singolo. Anche perché, come conseguenza, il dibattito pubblico sarebbe alimentato da strumentalizzazioni inopportune in questo periodo della stagione.
V
V.I
Incuneo pollice e indice sotto gli occhiali. Mi strofino le palpebre verso l’esterno e verso l’interno. Juventus Galatasaray. Decido di ritentare la visione di una partita di Champions con la modalità Prime Vision presente come alternativa alla fruizione classica.
Premessa necessaria prima di stilare alcune limitate considerazioni.
- Non sono gran che informato su cosa accada nel mondo in materia di videogame e prodotti televisivi.
- Ho superato i quaranta (la gradazione delle lenti è 1.5 gradi).
- In giovane età ho giocato alla PlayStation[4].
- Sono rimasto mentalmente immobile alle realtà grafiche della consolle di penultima generazione (la numero quattro della casa giapponese) non cimentandomi più in nessuna avventura videoludica[5]. Ad oggi, smartphone e portatile bastano e avanzano ad affaticare coni e bastoncelli.
- Un ultima precisazione: le partite televisive e tattiche (telecamera fissa che riprende tutti e 22 i calciatori) le guardo sempre, ovviamente, con l’occhio analitico del professionista[6] o pseudo-tale.
V.II
Dunque. Quel che mi sento di scrivere riguardo alla Prime Vision conscio del rischio nel valutare il prodotto amazoniano (con conseguente impatto sul servizio di e-commerce familiare).
Inizia la partita: un velato e momentaneo fibrillare delle dita come a chiedersi: Ho un joystick tra le mani? La consapevolezza che non c’è nessun joystick, non sto giocando, non controllo un bel niente e anche se avessi il joystick e la palla giungesse a Conceicao, quello che mi può riuscire meglio è un dribbling per il tiro o per il cross. Che non è poco dopotutto. Mettendola su un piano metaforico, la visione immersiva proposta è un’esperienza sulla falsariga del guardare i tuoi amici giocare a FC26 (o PES, o FIFA, o Virtua Striker, o anche un semplice Tetris…) con gli occhi incollati allo schermo mentre tu fremi al loro fianco e attendi il tuo turno. In ultima analisi: disattenzione, o meglio, attenzione continuamente frammentata dagli stimoli che appaiono e scompaiono e conseguente disinteresse per la partita in sè. Lo so, probabilmente sono fattori come l’età, il fatto di non essere un tifoso e i repentini cambiamenti tecnologici che richiedono un continuo aggiornamento dei pattern visivo- mentali. Ma tutti questi contro-movimenti oculari a destra e a sinistra affaticano parecchio il mio occhio incline a un minor traffico visivo. Di norma le uniche grafiche quasi sempre presenti e fisse sono, al margine inferiore dell’inquadratura e dall’alto verso il basso:
Informazione temporanea – che segnala ad esempio un XPass
Campo tattico – che in tempo reale segnala le posizioni dei 22 giocatori sul terreno di gioco
Momentum Bar - che segnala da che parte è reclinata l’inerzia degli ultimi 5 minuti di gara
La concentrazione visiva è indirizzata dalle continue e luminose sovrimpressioni. Guardo quelle e, ogni tanto, pallone e calciatori. Risaltano (risultano) evidenti le informazioni come i Player tag, le statistiche avanzate, Xpass, Xg, Xsave e tutto ciò che fa parte della Match MatriX. Scie luminose di colore nero, o blu, addirittura tre in un ‘azione di gioco, una per ogni giocatore in corsa. Velocità, altezze raggiunte nei colpi di testa. Opzioni di gioco di chi è in possesso del pallone con “sottolineatura circolare” rossa o azzurra ai compagni vicini e più papabili di scelta secondo gli algoritmi. E molto altro di cui non ho preso appunti. Un’ evoluzione (tecno)-logica e digitale che mixa data analysis del calcio professionistico, video(bet)gaming e 16:9 cinematografici. Condensando tutto in 4k, credo. Questa realtà immersiva fa diventare l’aspetto grafico talmente rilevante che spesso, nel suo eccesso pilotato da IA, nasconde una possibile palla gol o un’ occasione clamorosa. Vuoi mettere la scia del pallone e la sua velocità di 100 km/h rispetto al pallone calciato da Icardi e sfiorato da Perin?
V.III
Sebbene il film della partita descritto in questi termini possa apparire congestionato, in realtà, ha il pregio di essere ritmicamente collaudato. Il flusso temporizzato di informazioni appare in linea con il flusso del gioco. E sotto quest’ottica apprezzo molto la durata della transizione delle sovrimpressioni (perdonatemi queste definizioni poco professionali) che rende il flow visivo godibile. La mia Prime Vision, continuamente stirata da una parte all’altra dello schermo in sintesi è questa. Il punto, se così lo si vuole definire, è uno solo: la telecamera principale troppo vicina e il montaggio alternato tipico di un evento sportivo. Una telecamera fissa grandangolare, con ampia inquadratura del campo (calciatori più “distanti”) e un minor utilizzo del montaggio, dal mio punto di vista garantirebbe - magari nei locali pubblici - una maggiore valorizzazione del prodotto. Anche perché statistiche e tattica vanno a braccetto, essendo cresciute sulla stessa linea evolutiva di misurazione delle performance di una squadra. Ma queste sono solo considerazioni più o meno condivisibili. Ciò che è certo è che per le nuove generazioni queste fruizioni televisive possono piacere. Sarei molto curioso di conoscere i feedback dei più giovani, nativi digitali abituati ad una fruizione televisiva e videoludica più moderna e probabilmente più evoluta. Personalmente ritengo questo prodotto in una fase evolutiva, sicuramente migliorabile per quanto riguarda le scelte algoritmiche (non mi interessa sapere che il tiro diretto al secondo anello possiede 0,05 di Xg) e con una minor invasività grafica.
VI
Sulla scrivania, davanti ai miei occhi, staziona da qualche giorno la distinta di Juventus-Galat… Chisola-Celle Varazze.
VII
Socchiudo le palpebre.
Il sole di un tiepido dopopranzo che taglia le pupille del pubblico presente. E l’arbitro che fischia il calcio d’ inizio del Derby. Torino Juventus, categoria U20. Non passa nemmeno un minuto e un soliloquio nasce dalla voce di un allenatore che siede al mio fianco, seduto in tribuna. Alla mia destra. Partorisce parole, parole-azioni, azioni-concetti: gesticola, indica. In una cronaca verbale che alimenta una voglia repressa.
Vedi? Perché la dà lì? Perché? Se l’attaccante va sul difensore di destra gioca quello a sinistra, vedi, così esce la mezzala. Ma almeno gioca: il difensore di sinistra. E’ questo, perché? Io non capisco il motivo. Giocala a lui ed entri, entri. Vedi?
…
Lì c’è la mezzala opposta, libera. Li-be-ra. Non capisco. Guarda, me la devi cercare la mezzala, è l’uomo libero e non lo cercano… inutile, passaggio inutile. Vedi?
…
Guarda, guarda qui. Terzino che gioca in verticale. Girato di spalle. Sulla linea laterale. Al compagno aggredito. Un passaggio di dieci, cinque metri. Con il raddoppio della mezzala. Che passaggio è? Uff…
…
Gira, gira, gira. Il Torino gioca 4-3-3 vedi? Portiere, quattro difensori, play, mezzali. Ali e punta centrale.
…
Guarda, la Juve, anche loro 4-3-3. Portiere, quattro difensori, play, mezzali. Ali e punta centrale. Non fanno uomo contro uomo, no… Il Torino va uomo su uomo, guarda, guarda come sono aggressivi.
…
Vedi. Guarda, mamma mia come sono strutturati i due del Toro a centrocampo. C’è qualche giocatore interessante nella Juve?
…
Se ne andrà l’allenatore. A pochi minuti dallo scadere del primo tempo.
VIII
Riflessi dal passato.
A proposito del Galatasaray. Roland Sallai, ungherese classe 1997, piede destro, difensore laterale destro della squadra allenata da Hakan Buruk. Nella stagione 2016/2017 ho condiviso con lui una stagione di bassi assoluti a Palermo. Aveva diciannove anni, parlava a stento l’italiano e faceva coppia con Norbert Balogh un fenicottero connazionale di quasi due metri: la coppia la ricordo un po' isolata e intimidita. Uno dei primi giorni in maglia rosanero, durante una partita d’allenamento, Roland fece un numero difficile da descrivere. Uno di quelli che ti lasciano senza parole: che sia in partita o durante un allenamento, tu te ne rimani lì, quasi inebetito e ti domandi. Ma veramente ho visto ciò che ho visto?
Lancio del difensore centrale verso Roland, che all’epoca giocava da ala destra. Il difensore avversario si avvicina. Con la palla in volo, lui ruota il corpo, colpisce la palla…
con la schiena…
indirizzandola alla destra del difensore. Roland ruota attorno all’avversario, riprende il controllo della sfera e prosegue nell’azione[7].
Il cielo è nuvoloso a Torino. Il termometro segna 12°C. Oggi è lunedì 2 marzo 2026.
Per giudizi o commenti:
[1] Testo sviscerato dagli archivi personali datati 2015.
[2] Parole intercettate durante l’ascolto di un telegiornale nazionale tra il 23 febbraio ed il 1 marzo 2026.
[3]Una cosa che mi viene in mente… facevo anche i corsi per allenatori… esagerando anche un po' dicevo… leggi la terza pagina del Corriere della Sera.(Simone Pianigiani).
[4] Memorabile quella volta a Viterbo, se non vado errato contro il Paternò (2 a 0 risultato finale con assist per il vantaggio di Martinetti). Con Felice Evacuo e qualche altro compagno facemmo una maratona di video partite a Pro Evolution Soccer 3 (Konami). Entrai in campo al riscaldamento talmente rincoglionito che mi sembrava di scorgere, tra i pixel reali del campo, le minuscole figure di van Hooijdonk e soci. Capii che avevo esagerato ed era meglio, almeno la domenica, che riducessi i carichi videoludici.
[5] Tra le migliori che ho vissuto. Myst (Cyan Production, Broderbund, 1993) nel quale vieni catapultato in un’ isola-libro ricca di rompicapi. Bioshock (2K Boston, Irrational Games , 2007), sparatutto in prima persona ambientato in una città subacquea stile anni ’30 tra zombie, sorelline e Big Daddy. Beyond: Due Anime (Quantic Dream, Sony, 2013), avventura grafica interpretata dall’allora conosciuta come Ellen Page e Willem Dafoe.
[6] Su questo punto bisognerebbero fare ulteriori precisazioni, ma mi limito a dire che i criteri principali di visione sono di ordine tattico e strategico, individuale e collettivo.
[7] WhatsApp vocale di un ex collega: “Ricordo il suo controllo orientato… di schiena… c’è da fare una premessa… Sallai arriva insieme a Balogh, due ungheresi, l’ acquisto era Balogh e nella trattativa ci infilarono dentro Sallai… l’ affare era chiuso per Balogh ma appena arrivano, fin dai primi allenamenti quello con più qualità era Sallai… ricordo questo allenamento… e questo stop di schiena… e noi che eravamo piu grandi ci rimanemmo… a fine allenamento ci parlavamo e dicevamo… come fai a pensare uno stop del genere… devi avere una qualità tecnica altissima e follia… per fare una cosa del genere…”.
