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PROPOSITIVO_ TRISTE DECLINO

PROPOSITIVO_ TRISTE DECLINO

Sono stati sicuramente il guardiolismo imperante ed il suo tiki taka. L'ossessione del possesso palla e del gioco da dietro. L'evoluzione del calcio globalizzato.  Sono loro i principali imputati, coloro dai quali tutto ha avuto inizio. Hanno fatto germogliare nei discorsi pallonari un aggettivo, che se all'inizio sprigionava nuova linfa al linguaggio (ooooohhh!!!), ora si è espanso come secca gramigna a rovinare un immaginario parlato che sta diventando, a tratti, monocorde. Sapete già a quale aggettivo mi riferisco. A quel PROPOSITIVO che dilaga, che sta bene su tutto e che usano tutti, dal tifoso più ignorante al filosofo più acculturato. Non c'è niente da fare. Forse solo una nuova rivoluzione del futbol dai principi opposti che sia vincente e che affascini il mondo calcistico potrebbe estirparlo fino alle radici. Ma ora, più che mai, noi utenti ci dobbiamo accontentare di accettarlo in tutte le sue sfaccettature che con il tempo stanno diventando sempre più fragili e vuote di significato. Come era bello qualche anno fa uscirsene con quel “propositivo” che scaldava il cuore, aria fresca, reazionaria e sentire nei salotti catodici un termine che appariva come l'onda di un nuovo linguaggio comunicativo: si usciva con un “X è sempre stato un allenatore propositivo nel suo gioco” oppure si ampliava l'orizzonte spaziando sul piano societario “Beh un club ambizioso, intelligente e soprattutto propositivo” o ancora si sfondavano le porte dell'ideologismo “essere propositivi significa avere una visione più ad ampio raggio...” Ormai sia in tv che tra colleghi calciatori, tra amici o semplici conoscenti tra gli innumerevoli ragionamenti che sfiorano prevalentemente il contesto tattico del gioco si insedia stabile la necessità di elevare il discorso ad un livello più “alto”. E Propositivo è l'economico lasciapassare ad ogni dubbio sull'interlocutore; il suo uso che in casi patologici sfiora l'abuso stermina nell'immediato campi semantici che cercano di sopravvivere nonostante il raro utilizzo. Propositivo ha un gelido fascino perché contiene buone intenzioni. E tutti oggi hanno sempre buone intenzioni. Secondo la Treccani indica tutto ciò che è relativo al proporre, al fatto o alla facoltà di proporre o che riguarda una proposta. Tra i suoi sinonimi troviamo costruttivo, positivo, produttivo, proficuo. Belle cose insomma. Contestualizzato nel calcio il termine trova l'habitat ideale nel quale evolvere, crescere. In linea generale indica una squadra che propone un calcio di possesso che cerca di avere il dominio del gioco attraverso il controllo della sfera. L'allenatore che propone calcio al pari, è un tecnico che cerca di impostare l'azione offensiva partendo dal basso e che utilizza spesso il portiere nella costruzione della manovra. Dunque per qualche anno il termine era adatto alle squadre che avevano una identità ben chiara che si discostava dalla scuola italiana ben più concreta e votata al contropiede. Oltre a questa generalizzazione che lascia il tempo che trova si è creata una divisione concettuale determinante: ciò che non è propositivo e quindi scevro di buone intenzioni per forza di cose viene considerato superato e intriso di valori non positivi. Perciò un allenatore che per principi fonda le sue partite su difesa e ripartenza senza dominare il gioco risulterà poco consono ad un calcio di prospettiva con una progettualità rivolta al futuro (anche sul “progetto” si potrebbe aprire un capitolo a parte). Ma ora che tutti i tecnici chi più chi meno si sono adeguati al giocare globalizzato mantenendo comunque le radici ancorate alla scuola tricolore il termine propositivo tende ad estendere il suo spettro di significati e a raggiungere le più svariate angolazioni. Soprattutto in televisione, il concetto di propositività è allargato anche in casi dove oggettivamente di propositivo c'è ben poco. Propositivo ammalia, perfino pronunciarlo affascina nonostante il declino inesorabile che sembra non finire mai. La parola stessa, in bocca, assomiglia ad un leggero borbottio che si scioglie, distendendo nel suffisso “ivo” tutti i nevralgici nodi iniziali che sembrano chiudersi fin dalle prime lettere. Propositivo. Propositivo. Propositivo. 

 

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