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13.00 ATTESA. DOMENICA. RIUNIONE TECNICA

13.00 ATTESA. DOMENICA. RIUNIONE TECNICA

Andrea zaino in spalla fissa il vuoto, Beppe il muro davanti a sé. Mentre Roberto controlla che non manchi nessuno Alino scherza con Edo. Altri ragazzi in silenzio fissano le piastrelle del pavimento ed io, mani in tasca, osservo loro. In quei pochi minuti di attesa nel corridoio, all’esterno della sala riunioni è facile intuire lo stato d’animo collettivo, più facile ancora lo stato d’animo dei singoli: chi è agitato e chi no, chi è teso o preoccupato, chi ha una sicurezza incrollabile nelle proprie doti e chi quelle sicurezze continua a ricercarle giorno per giorno. Le sensazioni individuali si mescolano al mare mosso, in continuo movimento dello spirito di gruppo nel silenzioso e inesorabile avvicinarsi della partita. Un incedere lento, quasi rallentato fatto di poche parole e molti pensieri che unisce tutti i componenti della squadra di fronte allo staff tecnico nella abituale riunione pre-gara. Ore 13 circa. Mentre la maggior parte delle persone a quest’ora del giorno pranza in famiglia, io e i miei compagni siamo già in piena digestione. La partita si avvicina e la tensione emotiva quasi assente nell’arco della mattinata ora esalta l’attesa: l’esperienza acquisita ha annullato le ansie che anni fa mi mordevano di tanto in tanto. Ora ascolto le sensazioni del mio corpo, il battito cardiaco, il respiro, l’eccitazione in pancia che mi ricorda che il calcio è sempre e solo un gioco. Ci siamo, dice il capitano. Entro nella sala e mi siedo nelle retrovie, al fianco di Roberto con in testa i dubbi o le certezze del presente, della partita che dovremo affrontare e dell’umore collettivo generato da un’altra settimana di intenso lavoro. Passi, fruscii e sedie smosse si accavallano in un sommesso strato di rumori in sottofondo che svaniscono con le prime parole che il Mister pronuncia. “Oggi partiamo così” La lavagna scoperta concretizza conferme o sorprese intraviste nei giorni precedenti: nero su bianco gli 11 titolari vengono svelati, e una quarantina di orecchie, o quasi, convergono verso la voce della guida tecnica che smista indicazioni, espone concetti motivazionali, parla degli avversari. Linee decise, curve e diagonali si intersecano negli schizzi improvvisati dalla mano del mister che espone la filosofia di gioco da adottare. Concentrato ascolto il tono, la cadenza e il ritmo delle sue parole. Chissà i miei compagni. Si affievolisce la tensione. Costruisco, immaginando, un quadro definitivo del mio ruolo in campo: penso alla tipologia di 

© ALESSANDRO GAZZI by HOSTING TORINO.