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GIUSTO PER SORRIDERE

Credo che la misurazione del peso corporeo, nella quotidianità dello spogliatoio, sia spesso e volentieri uno dei momenti più spassosi ed esilaranti che si possa vivere. L’ironia e lo sfottò sono sempre dietro l’angolo, si aggirano con sottile inquietudine. La prova peso avviene generalmente il mercoledì mattina, giornata nella quale (per noi calciatori non impegnati nelle coppe europee) si svolge la doppia seduta di allenamenti. Anche se nel corso del tempo sono cambiati metodi e mezzi di valutazione che oggigiorno sono molto più precisi e scientifici, da sempre questa abitudinaria prassi non è stata quasi mai violata: è un modo che garantisce all’allenatore e allo staff tecnico di testare il regime alimentare di ogni singolo calciatore e di registrare eventuali progressi o regressioni. Si prende la bilancia, la si piazza nella saletta della fisioterapia e si procede con le misurazioni. Dal peso forma puoi sforare in linea di massima di 1 kg, tale è la tolleranza consentita, altrimenti verranno applicate le sanzioni di carattere economico, imposte dal regolamento interno. Dunque, ci sono giornate in cui tutto fila liscio, nessuno ha aumentato la propria massa grassa e gli spunti per una risata sono ridotti a zero: queste sono le mattinate ideali e anche quelle più frequenti. Ma altre, quando qualcuno sgarra negli equilibri alimentari (ciò avviene in particolar modo dopo le soste natalizie ed estive), sono meno frequenti e più imprevedibili: gli animi si surriscaldano e il cazzeggio e la presa in giro diventano un piacevole toccasana utile anche in momenti difficili. Nei minuti che precedono l’allenamento, nella sala della fisioterapia, una sfilza di corpi allenati presiede vicino alla pedana digitale dove uno ad uno ogni calciatore sarà giudicato. Nessuno cerca di far notare la propria tensione: qualcuno è tranquillo, qualcun altro appare tranquillo, qualcun altro ancora stenta a rimanere tranquillo. E poi c’è sempre l’ansioso che se ne sta zitto immerso nelle sue lipidiche preoccupazioni. Per qualche secondo, con le teste reclinate verso i numeri che appaiono sullo schermo dello strumento, i presenti (in media 3 o 4 ma in sporadiche occasioni la squadra intera) osservano impazienti il numero che apparirà. 78, 79, 80 kg… Stop. Quando la bilancia emette la sentenza sul calciatore X inizia un moderato subbuglio. Fibrillazione mista a tensione si confondono nell’aere, elettrizzando chi ha già superato la prova con successo e preoccupando chi ancora deve essere valutato. Per lo sfortunato che viene colto in sovrappeso (minimo o abbondante non fa differenza) le reazioni sono tra le più variegate: incredulità e sbigottimento “Non è possibile? Ieri sera non ho neanche mangiato!” e perplessità sulla validità della misurazione dello strumento digitale “Questa bilancia funziona male...”. Capita di sentire un “Maledetti vitasnella…”, un “bevo troppa acqua gassata…” o un “Sono tutti liquidi trattenuti, un allenamento e sono belche smaltiti…”. Poi iniziano le “battutine” dai normopeso; le più classiche sono “Ma cosa mangi?” con chiara inflessione dialettale e “Mangia mangia, tanto sei magro…”. Oppure un finto-comprensivo “Speriamo che non prendi la multa”. Alcuni sono abituati a stuzzicare i permalosi e sensibili alle minime provocazioni. Il moderato subbuglio si fa gentile caciara. Tizio si improvvisa nutrizionista dell’occasione, Caio avvisa il resto della squadra ridendo sotto i baffi. Ci sono sempre alcuni atleti a rischio, che vivono sempre queste prove sul filo invisibile di un possibile fallo. Ecco, quelli sono coloro che scampato il pericolo della multa, esultano esageratamente, come se avessero segnato un gol decisivo all’ultimo minuto di uno scontro salvezza. L’esultanza dice molto, sia del calciatore preso sotto esame, sia dei rischi sfiorati dallo stesso. E dicono molto anche i metodi pre-esame che alcuni miei colleghi hanno messo in atto per presentarsi asciutti e scongiurare brutte figure. Ne cito due su tutti. Nel primo caso si tratta di una corsa snellente di almeno 15 minuti sul tapis roulant per smaltire almeno qualche chilo di liquido. Il secondo caso invece è riferito al protocollo che ho soprannominato OTB (Only total body) e consiste nell’effettuare la misurazione su bilancia senza nemmeno l’utilizzo degli slip che comportano almeno qualche etto di “grasso” asportabile nell’immediato.

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