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Dopo circa un mese di assenza credo sia necessario da parte mia rituffarmi nelle pagine di questo blog che proprio nell’ ultimo periodo ho sensibilmente trascurato. Come ben tutti sappiamo la giornata è composta da 24 ore e considerando che tra il sonno, la famiglia, il lavoro e l’edizione delle 12.25 di Studio Aperto il tempo stringe, mi è diventato difficile ritagliare uno spazio consono per stendere due righe da pubblicare nel sito. Quindi, visti i numerosi impegni, ho deciso per un breve periodo di far riposare questa pagina web. Mi scuso perciò con i milioni di lettori, followers, appassionati conoscenti, perditempo e conoscenti perditempo, haters che seguendomi non hanno più avuto notizie dal sottoscritto. Ciò nonostante non sono rimasto con le mani in mano, anzi, ho lavorato ad un piccolo progetto su consiglio del mio “consulente” Matteo che per gioco segue le mie prime e acerbe acrobazie letterarie (quest’ ultimo termine è un pò azzardato ma suona bene nella frase). A breve avrò modo di aggiornarvi. Che dire? Superato lo scoglio vacanziero che quest’anno mi ha condotto nientepopodimeno che in Giappone, ho iniziato la mia ventesima stagione da professionista nell’Alessandria. Questa è la terza con la squadra Grigia e da qualche tempo a questa parte comincio a fare i conti con una differenza di età tra me e alcuni miei compagni che lambisce quasi i venti anni. E così mi ritrovo nello spogliatoio ad essere uno zio navigato che interagisce con nipoti curiosi ricordando i nostalgici anni 90 dei primi videogiochi e di Novantesimo minuto dei cartoni animati giapponesi e le trasmissioni per adulti delle tv private. A volte ci scappa anche qualche consiglio televisivo come Ulisse, il piacere della scoperta. Quanti anni hai? 20. Quanti anni hai? 21. Alcuni non sapevano neanche dell’esistenza delle cabine telefoniche e del momento in cui molti miei coetanei vivevano l’esperienza del tamagochi al limite della dipendenza protovirtuale. Tra risate e sudate la preparazione e l’inizio del campionato sono filati via lisci come l’olio e nel mentre, in giornate afose colme di zanzare fastidiose, ho avuto modo di assistere con partecipazione ignorante alla crisi di governo gialloverde, alla modulazione del nuovo governo giallorosso e alla ricostruzione della squadra rossonera, il Milan. Permettetemi lo svarione politico dettato da sana incompetenza, ci tenevo. Riproiettandomi nei ranghi familiari della mia esistenza, due settimane fa le mie figlie hanno iniziato l’anno scolastico e la sveglia è tornata ai classici orari a cui la mia famiglia è abituata. A casa Gazzi il drin drin suona alle 6.50, ci si alza, si accende la tv per la rassegna stampa di Rainews24, si fa colazione: in ordine latte e cacao per Camilla ed Emily, pane e nutella per Nicole, yogurt e cereali per Deborah, fette biscottate marmellata fatta in casa yogurt e caffè per il sottoscritto. Tutti assieme ci si prepara per uscire e a piedi percorriamo i quattordici minuti di passeggiata che ci separano dall’istituto scolastico. Segnalo con orgoglio di padre che Emily ha iniziato la prima elementare e ha già detto ai suoi genitori che “vuole imparare tante cose…” Ritornando ad argomenti calcistici e più affini al blog, dico la mia sul campionato di serie A: le premesse per assistere ad uno spettacolo affascinante dalle storie imprevedibili (Conte all’Inter, Sarri alla Juve) ci sono tutte ma probabilmente sarà il solito campionato, con poche sorprese. Spero di sbagliarmi. In maniera più ossessiva invece mi registro le puntate di Enigmi alieni una serie tv che va in onda su History che parla della fantasiosa teoria degli antichi astronauti, di alieni e di contatti extraterrestri: misteri trattati in maniera superficiale, disincantata, risate assicurate. Sto continuando l’amichevole e spensierata collaborazione con l’ Indice dei libri e per ottobre ho in cartello una nuova recensione. Piccolo problema di scarpini: il modello che utilizzo, la famigerata Copa Mundial taglia 44 e 2/3 non è più reperibile sul sito del colosso tedesco e perciò sono costretto a virare sul modello Kaiser che ha cuciture leggermente diverse. Vediamo come reagiscono i miei piedi, magari divento improvvisamente un calciatore da qualità tecniche sopraffine. In ultimo: i tortini che Deborah ha cucinato e che ho offerto alla squadra sono stati particolarmente apprezzati. Credo che la morbidezza del cupcake ed il gusto equilibrato al palato hanno inciso profondamente sulla valutazione generale e devo ammettere che Deborah con il passare degli anni non ha perso la sua brillantezza quando si tratta di curare ogni minimo dettaglio. Ciò mi riporta con il ricordo ai tempi del plumcake e delle sue diverse versioni, un malloppo che portavo durante i ritiri a Bari e che gustavo con alcuni miei compagni il giorno prima della partita. E’ stato determinante quel dolce per la vittoria del campionato cadetto con la maglia biancorossa.

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