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TOP 16 FILM

Archiviata la TOP 16 dischi stilata qualche mese fa non poteva mancare, tra le classifiche del blog, una lista di film che ho amato in ogni singola inquadratura. La passione per il cinema è iniziata da bambino e nonostante ora si sia un po' affievolita, mi ha permesso di conoscere decine e decine di titoli, di apprezzare registi d’avanguardia e di scoprire correnti cinematografiche che hanno ridefinito l’evoluzione di quest’arte. Ricordo ancora quando da adolescente studiavo i programmi televisivi per registrare i film che al tempo e con molta più frequenza trasmettevano in televisione: il Telesette (settimanale tv) è stato mio confidente fidato per anni e grazie a lui ho iniziato ad approfondire la conoscenza dei maggiori registi. Poi sono arrivate le videocassette, i primi dvd e gli studi universitari che in seguito ho abbandonato; i dizionari specializzati come il Mereghetti, il mensile Duellanti diretto da Gianni Canova e da diversi anni anche la rete con uno dei miei portali di maggior riferimento: l’Internet Movie Data Base.

Nell’elenco seguente ho inserito le opere a cui sono più affezionato e che guarderei e riguarderei senza mai stancarmi della visione. Aihmè, ho dovuto fare una sostanziosa scrematura ma d’altronde la selezione era necessaria.

L’ordine è casuale.    

 

LA SOTTILE LINEA ROSSA. La seconda guerra mondiale nella battaglia a Guadalcanal, piccola isola del Pacifico, tra americani e giapponesi. La superba regia di Terrence Malick in un capolavoro che ho studiato come argomento di italiano nel mio lavoro agli esami superiori. Ben più profondo e filosofico del soldato Ryan di Spielberg si avvale di un cast di attori di prim’ordine, Nick Nolte su tutti. Commovente.  

 

STAR WARS. La saga fantastica di Luke Skywalker è uno dei pilastri della mia personale classifica. In casa è già scattato il conto alla rovescia per il nono e ultimo film della serie dopo l’ottimo Gli ultimi Jedi. Certo i primi tre capitoli scritti e diretti da Lucas (Guerre Stellari, L’impero colpisce ancora, Il ritorno dello Jedi) rimangono gli indiscussi capostipiti della infinita lotta tra bene e male. Personaggi memorabili, effetti speciali magnifici, azione e colpi di scena che hanno segnato non solo l’immaginario collettivo ma la vera e propria storia del cinema.

 

FORREST GUMP. Alla fine, a pensare e a ripensare ai film più visti ritorna sempre lui, il buon vecchio Forrest e la sua scatola di cioccolatini. Come non innamorarsi della sua mirabolante storia a cavallo degli anni 70, al suo amico Bubba o a Jenny la ragazza della sua vita? O al tenente Dan salvato nel bel mezzo delle esplosioni nella guerra in Vietnam? Credo che la videocassetta che ancora conservo a casa, sia stata una delle più consumate in assoluto. Immortale.

 

THE TREE OF LIFE. La vita secondo Terrence Malick. Dalla nascita dell’universo alla morte del figlio di una famiglia rurale degli anni 70, ai tormenti interiori del fratello e al suo rapporto conflittuale con il padre. Un fiume di 160 minuti che scorre lento e sinuoso, una sublime e delicata fotografia per un’opera di religiosa e a tratti mistica complessità. Monolite (non quello di Kubrick).

 

INTRIGO INTERNAZIONALE. Il maestro Alfred Hitchcock. In una delle sue massime opere cinematografiche, il protagonista Roger Tornhill viene scambiato per un agente segreto e si ritrova intricato suo malgrado in una rete spionistica dalla quale cerca di uscirne vivo. Eccitante e stracolmo di suspense North by northwest (questo il titolo originale) mi ha fatto scoprire la classe cristallina di Cary Grant, diventato uno dei miei attori preferiti. Arte cinematografica pura alla pari di Vertigo. 

 

MULHOLLAND DRIVE. Sogno e incubo secondo David Lynch. Una donna coinvolta in un incidente sulle colline di Hollywood perde la memoria, conosce un’aspirante attrice e cerca di far luce sulla sua identità. Vero e proprio capolavoro, questo film proposto inizialmente come pilot televisivo, è una delle vette artistiche di Lynch che smussa le ostiche spigolature del precedente Lost Highway producendo un sogno che diventa incubo racchiuso in scatole cinesi. Rita e Betty vi aspettano al Club Silencio.

 

IL RITORNO DEL RE La trilogia tratta dal romanzo di Tolkien è la mastodontica messa in scena del viaggio di Frodo Baggins e del suo anello verso il monte Fato. Tra elfi, uomini, nani, orchi, spettri, paesaggi meravigliosi e nefasti presagi di spettri con le ali. Peter Jackson riesce nell’impresa di tradurre in immagini il capolavoro dello scrittore inglese regalando una delle perle fantasy più spettacolari di tutti i tempi. 

 

DEAD MAN. Il western che avrei voluto girare. Fine 800. William Blake cerca lavoro a Machine nel lontano West, conosce una prostituta, uccide il figlio del boss del paese viene inseguito da tre cacciatori di taglie; un indiano lo aiuta e i due diventano amici. Un film, un inseguimento e le musiche di Neil Young che ci accompagnano in una cavalcata dal ritmo lento e intessuto di poesia, quella di Nessuno e del vero William Blake.  Slow western.

 

SE MI LASCI TI CANCELLO. Jim Carrey in una delle sue massime interpretazioni. La storia di un uomo che decide di mettere la pietra definitiva ad una storia d’amore finita male affidandosi ad una società che cancella tutti i ricordi dalla memoria. Storia d’amore dal sapore malinconico diretta da Michel Gondry che regala allo spettatore un chicca di cinema sincera ed originale (peccato per il titolo in italiano che rovina l’idea di base, Eternal sunshine of the spottless mind).

 

TWIN PEAKS (3^ STAGIONE). Eccezione necessaria considerando che Lynch considera la serie TV un film di 18 ore. Che dire, cinema del subconscio, arte visiva, stile narrativo inconfondibile, humor nero di un pilastro vivente che riassume in questa serie 40 anni e oltre di cinema. L’apice ultimo della carriera del regista di Missoula. E se anche i Nine Inch Nails hanno suonato al Roadhouse…

 

GRAVITY. Più che fantascienza per me questa è pura estasi visiva, claustrofobica e sublime al tempo stesso. Sono sempre stato un grande appassionato della sci-fi e credo che questo nella sua semplicità narrativa sia quello che più mi ha emozionato. Chiedetelo a mia moglie… Il viaggio di ritorno sulla Terra di Ryan Stone, dopo una tempesta di satelliti, è una adrenalinica e poetica discesa nella sua vita e nei suoi sentimenti più intimi. 7 statuette per questo capolavoro di Cuaron. Emotionalsciencefictionlandscape.

 

BLADE RUNNER. In un futuro distopico un cacciatore di taglie viene richiamato dalla polizia per ritirare dalla circolazione 4 androidi replicanti, fuggiti dalle colonie extramondo dove lavoravano come schiavi. Tratto da un romanzo di Philip Dick questa pellicola mescola fantascienza noir e thriller ambientando la storia in una Los Angeles piovosa, confusa e cupa. Ed il finale, divenuto una delle sequenze più famose di tutti i tempi, diventa il momento più alto in assoluto girato dal regista Ridley Scott. Ne ho viste di cose che voi umani non potreste immaginarvi… 

 

IL CAVALIERE OSCURO. Il secondo capitolo della trilogia di Cristopher Nolan affina il meccanismo che ruota attorno a Bruce Wayne e che si era intravisto nel primo film: aiutato dal commissario Gordon e da Harvey Dent, Batman deve fare i conti con il Joker, acido e folle quanto basta per mettere in subbuglio la città intera di Gotham. Ritmo serrato, toste sequenze d’azione, la giusta via di mezzo tra cinema alternativo e blockbuster hollywoodiano. Perfetto.

 

GRIZZLYMAN. Werner Herzog ci regala, con il suo inconfondibile stile che avvicina il film ad un documentario, la storia di Thimoty Treadwell animalista convinto che per 13 anni trascorre le estati assieme agli orsi Grizzly  di cui ne era innamorato tanto da pensare di essere uno di loro. Filma decine e decine di ore assieme ai selvaggi animali, ma la sua convivenza con loro finirà inevitabilmente con la sua tragica morte. Memorabile.

 

A HISTORY OF VIOLENCE. Tom Stall uccide per legittima difesa due uomini, diventa l’eroe del piccolo paese dove vive ma ben presto dovrà fare i conti con un passato che ritorna prepotentemente a galla. La violenza asciutta, gli istinti animaleschi e la linearità narrativa ritrovata dopo il cervellotico Spider, rendono il lavoro di David Cronenberg una efficace sintesi dell’ambivalente volto di una vita tranquilla. Finale “lieto” e potente.

 

E.T. L’EXTRATERRESTRE. Altra perla della mia infanzia trascorsa a videocassette e Telesette. E.t. è la storia di un’amicizia, è una fiaba dal finale che gocciola lacrime, è un meccanismo perfetto che viaggia ad alto numero di giri emozionali inchiodando su pellicola sequenze che entrano a far parte della storia del cinema. Ritornare bambini, ogni tanto, serve anche ai più grandi.

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