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Venerdì 3 agosto 2012_FAX INVIATO

Sei nel pieno della tua carriera.  Hai 29 anni, qualche centinaio di partite da professionista, esperienza quanto basta per reggere ad alti livelli. La serie A. Se ne sono andati i tempi incerti in cui ancora non avevi costruito la consapevolezza necessaria per intendere il calcio ad un “livello superiore”. Quel livello che in ordine di tempo avevi: sognato, ignorato, di nuovo sognato, eliminato dai tuoi radar, considerato “Non per falliti”, intravisto da ospite temporaneo, desiderato, guadagnato. Ora non sei più il fragile calciatore degli esordi che bazzicava la periferia professionistica in cerca di una dimensione rassicurante. Ora è giunto il momento di consolidare la tua personalità, il tuo stile di gioco, tentare di stilare un programma che vada oltre la sopravvivenza di categoria. L’occasione giusta potrebbe essere arrivata! Si certo, sei un calciatore da bassa classifica del campionato nazionale più importante, ma quella che ti viene offerta oggi è più di un’occasione. E’ una possibile crescita, se la vuoi chiamare così, una crescita che potrebbe catapultarti, risultati permettendo, nei posti in basso della parte destra della classifica. Siena è stata una esperienza rigenerante dopo la catastrofe barese: eguagliato il record di punti in serie A, finale di Coppa Italia sfiorata, un altro gol che non guasta mai; ti sei divertito sì, sei tornato a respirare aria buona. Ora però le cose sono cambiate: dimentica Siena. Per prestigio e storia la squadra per cui giochi non è paragonabile alla realtà precedente. Torino è altro: il colore granata, il toro sullo stemma. La tifoseria. Non hai evidenti ricordi da bambino, forse un cross di Angloma per un gol dI Rizzitelli nel derby della Mole, derby che ora avrai la possibilità di giocare. Torino e Juve, stessa città, mondi opposti. La piazza ribolle dopo anni di mediocre cadetteria. La piazza ha fame. La piazza è esigente: sul campo e fuori dal campo. E tu hai appena firmato un contratto per questa piazza, tre sacrosanti anni... Le carte in regola per fare bene ci sono, certo che ci sono: te lo dice il quotidiano. L’ambientamento in ritiro è andato bene, cominci a conoscere i tuoi compagni, la mentalità dei tifosi, la cultura granata, i giornali. Tuttosport. Tua moglie ha già trovato una sistemazione in centro città, centocinquanta metriquadri al quarto piano di un palazzo a pochi metri da via Roma. Traslocare, iscrivere le bimbe al nuovo asilo e lo stress maggiore se ne andrà. Ti senti bene. Fisicamente, mentalmente. Ti senti molto bene…

... invece. Invece sei costretto, davanti al possibile grande passo, a disfarti del “progetto calcistico” che avevi in mente. Non puoi costruire nulla in tempi di terremoto. Lo sciame sismico che imperversa già da un anno sta scuotendo il sistema. Lo rivolta su se stesso. E se fino ad ora ti sei sentito a distanza di sicurezza da possibili devastazioni non credere di cantar vittoria. Non illuderti. Te lo dicono questi primi giorni di agosto, anno 2012. Caldi, umidi. Asfissianti. Il sentore che qualcosa debba succedere è nell’aria. Una sensazione invisibile che sfiora ripetutamente la pelle a far sentire che qualcosa di tangibile è pronto a materializzarsi. Hai svolto la seduta d’allenamento mattutina. E dal finestrino del pullman, annoiato, scorgi il lago d’Orta, pozza d’acqua dolce sulla quale il riflesso del sole proietta le sue lamine luminose.  Infastidiscono i tuoi occhi distratti dalle correnti interne e dai tormenti di un passato che intravedi venire a galla. Un lago, ci voleva. L’autista spegne il motore: sul piazzale dell’albergo l’asfalto cuoce. Mosche solitarie. Qualche zanzara. Ti si avvicina Giacomo il team manager: ex bandiera del toro, palestrato, rasato a zero, i lineamenti marcati nascondono una vita vissuta senza troppi fronzoli. Ti dice “questo pomeriggio ti devo accompagnare alla stazione dei carabinieri, devi ritirare un fax proveniente da Bari”. Eccola la materializzazione del sentore psichico. Li guardi indifferente, sia Giacomo che il sentore. La faccia di chi apprende la notizia con un distacco emotivo che con l’istinto ha poco a che fare. “Va bene”. Una normalità bifronte si stampa come seconda reazione. Forse non ti rendi conto della situazione o forse sei preparato al peggio dopo tutto quello che hai letto, visto in televisione, sentito. Vissuto. Non ti sorprende più nulla. Prendi in mano il cellulare, telefoni a tua moglie. Spieghi sintetico, compresso nella concretezza di parole asciutte. Lei piange. Cerchi di tranquillizzarla. Non basta: sente crollare il nostro mondo addosso, ti ripete “tu non hai fatto niente non meriti questo”. In qualche modo si calma. “Ti chiamo dopo amore”, gli dici. Riattacchi. Guardi il tuo smartphone: 3 agosto 2012, ore 12.15. Chiami i tuoi genitori. Spieghi. Procura di Bari. Avviso di garanzia per frode sportiva. Calcioscommesse. Filone Bari bis. Pochi minuti, vane parole. Tranquillità apparente. Se di tranquillità si tratta. Il tempo comincia a pesare…

Continua…

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