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CAPIRE, CRESCERE, SCRIVERE: UNA STORIA DI FLOW

Un paio di anni fa Alessandro mi contatta per cercare di spiegarsi alcune sensazioni. Non conosco questo ragazzo, ma appare subito evidente una delle sue necessità fondamentali: capire. Non esiste cosa, nel suo universo emotivo, che non voglia analizzare e comprendere.
In quel primo incontro mi parla della sua ultima partita e delle emozioni avvertite durante i 90 minuti. Emozioni diverse dal solito che disvela con una certa titubanza, stupito lui stesso. Ma più procede nel racconto e scende nei particolari, più il quadro si va definendo.
Nelle poche mail scambiate fino a quel momento, si notava una certa padronanza della “penna”, per cui gli chiedo di inviarmi una breve sintesi dell’esperienza che mi aveva esposto.
La analizzo e gliela restituisco con le dovute note (1) in modo che anche a lui risulti evidente quello che era successo: aveva reso la sua prestazione in stato di Flow, l’esperienza ottimale. Per conferma, somministro ad Alessandro la Flow State Scale (2) ed è a questo punto che, nonostante la sua riservatezza e la sua modestia, si rende conto di avere delle potenzialità che non può più ignorare. Infatti mi dice: “Io voglio crescere”.
Crescere è un’altra delle sue necessità fondamentali; il “voglio” non lascia adito a dubbi. Ma crescere per lui significa tendere a dare il massimo, il meglio di sé come atleta e come uomo, consapevole dell’impossibilità di scindere i due aspetti per ottenere un empowerment a 360°.
Cominciamo così il nostro lavoro, individuando via via i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza attraverso una batteria di test specifici.
Oltre alla Flow Scale State, somministro ad Alessandro anche il test di Rosenberg sull’autostima (3) e il test sull’Intelligenza Emotiva (4).
Concordiamo un programma di lavoro basato su esercizi di rilassamento, di respirazione e sulle tecniche di visualizzazione, che acquisisce facilmente con l’impegno e la tenacia che lo contraddistinguono. Riesce a raggiungere una tale padronanza nella gestione di questi strumenti da saper scegliere autonomamente i capitoli e gli scenari più funzionali: durante le visualizzazioni riaffiorano percezioni che lo riportano al flow. Grazie alla sua estrema sensibilità nell’avvertire i cambiamenti ed alla sua capacità di saperli descrivere, il lavoro si rivela particolarmente efficace e al retest della FSS (ad un anno dal primo) come al retest sull’autostima (ad 8 mesi dal precedente) la crescita appare evidente. Portiamo avanti anche un training di allenamento ideomotorio (5); Alessandro ne recepisce le finalità e le tecniche, adattandole alle sue caratteristiche, e si allena sistematicamente. Per avere una panoramica completa, gli propongo un test più approfondito e complesso, il CBA (6), che evidenzia il suo punto di debolezza nelle abilità sociali, già emerso in altri test. In questo ambito oppone ancora una certa resistenza al cambiamento: non ritiene interessanti per gli altri i suoi vissuti. Ma alla luce dei risultati positivi e della crescita ottenuta in ogni altra dimensione, risulta adesso indispensabile concentrarsi su questo punto. Alessandro ha una grossa fortuna: saper scrivere. Riesce ad analizzare con precisione chirurgica percezioni e sensazioni e a dipingere con la penna scenari e personaggi. È quindi attraverso questo canale che decidiamo di metterci in gioco: quando però gli prospetto l’idea di un social, la sua risposta immediata è “no”. Ma, riflettendo come è solito fare su qualsiasi cosa, comincia a considerare quest’idea, a sentire che può essere la strada giusta per dare un ordine ai suoi mille pensieri e comunicare quell’universo emotivo che la sua natura riservata non ha mai fatto trapelare. Il suo “no” diventa allora un “perché no?” Comincia a crederci. Scrive, recupera emozioni e ricordi, riesce a far commuovere, divertire, coinvolgere, partecipare alla sua vita chiunque lo legga. Accetta la sfida e vince. Ed è così che nascono queste pagine, dove poter scoprire chi è davvero Alessandro Gazzi. Siamo solo agli inizi: ci sarà molto da scoprire.

Dott. Gabriella Starnotti - Psicologa

 

(2)La Flow State Scale (FSS) è uno strumento di indagine elaborato da Jackson and Marsh (1995) applicabile allo sport e all’attività fisica. È composto da 36 item volti ad indagare le 9 dimensioni del Flow descritte da Csikszentmihalyi (Equilibrio tra sfide ed abilità percepite; Unione di azione e coscienza; Obiettivi chiari; Feedback immediati; Concentrazione sul compito; Controllo sulle proprie azioni; Perdita dell’autoconsapevolezza; Alterata percezione del tempo; Esperienza intrinsecamente gratificante). In Italia ampi studi sul flow sono stati condotti dalla dott. Marisa Muzio e collaboratori.

(3)sull’autostima di Rosenberg (1965) è una scala Likert a 10 affermazioni per cui è possibile rispondere indicando il proprio grado di accordo su una scala di quattro punti. Si tratta di un test piuttosto semplice, ma capace di fornire utili elementi di valutazione. E’ composto da affermazioni relative ai sentimenti verso te stesso.

(4)L'intelligenza emotiva è costituita dalla capacità di un individuo di porsi in maniera positiva ed efficace nel contesto interpersonale e sociale. Il test somministrato in questo caso si compone di 30 items a cui attribuire un valore tra 1 e 10.

(5)L’allenamento ideomotorio è una tecnica che rientra nel mental training (o allenamento mentale) di un atleta, finalizzato all’apprendimento di un gesto sportivo o al suo perfezionamento. Durante questa fase il gesto viene ripetuto mentalmente in condizione di rilassamento e di concentrazione, cercando di viverlo e percepirlo attraverso tutti i canali sensoriali. Attraverso l’immagine mentale si attiva un moto impercettibile sulla muscolatura striata, scientificamente provate attraverso la registrazione del potenziale elettrico muscolare (EMG elettromiografia).

(6)Il CBA (Cognitive Behavioural Assessment) è composto da una batteria di più test ad ampio spettro. Si compone di 10 schede, ciascuna comprendente item omogenei, volte a sondare ciascuna uno specifico aspetto del soggetto.

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